La Religione come un'ossessione
- Roberto Fratini

- 5 apr 2020
- Tempo di lettura: 1 min
Un grande limite, una grande confusione. Vivere la religione come un'ossessione, ti porta al collasso psicologico, in particolare quando l'istinto e il pensiero, vanno sempre dal lato opposto.
Era un qualcosa che mi tormentava da tempo, era un cavillo che dovevo estirpare una volta per tutte.
So che lassù, c'è qualcuno che ci guarda, io ci credo. Il problema è quando questo rapporto diventa ossessivo, ripetitivo, quasi compulsivo. Proprio così, quasi incontrollabile.
Forse chi leggerà queste righe, farà fatica a capire queste sfumature.
Io spero che sia anche questa un'esperienza su cui riflettere, e che diventi importante anche per qualcun altro, oltre me.
Anni di confusione, di pensieri distanti da quei principi religiosi così restrittivi.
Un decalogo al quale è facile trasgredire e sentirsi in colpa. Quella colpa che ci tormenta fino a portarti ad uno stato di depressione.
Quest'ultima è il grande nemico dal quale tenersi lontano, quello che trafigge il pensiero fino a renderlo cupo.
Questo stato condiziona la nostra vita, ci rende schiavi di un auto giudizio continuo e asfissiante, ci rende diversi e lontani dalla nostra natura.
C'è un bivio al quale non ci si può sottrarre. C'è una scelta che diventa ovvia e logica.
Tutto è così limpido ora che ho visto il buio davanti a me.
Non posso stravolgere la mia natura.
Chi mi guarda da lassù, avrà pietà di me che non sono perfetto.
Io ce la metto tutta, ma voglio tornare me stesso, per vivere meglio e onorare questo grande regalo: la VITA.
Roberto Fratini



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