Pianeti gemelli
- Roberto Fratini

- 3 apr 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Due mondi paralleli, lontani ma parenti, legati da antiche affinità e dalla storia. Il primo è il nostro, proprio questo che stiamo calpestando in questo momento: La Terra.
C’è poco da dire, lo conosciamo abbastanza bene. Forse non conosciamo dei particolari molto importanti, che solo pochi eletti ne portano il segreto custodito da millenni. In origine erano due mondi simili, direi materialmente identici, anche se la differenza sostanziale stava in chi lo abitava, o meglio, nel modo in cui interpretavano la società. Fra la gente del primo, chiamato Crisalis, regnava un clima di festa, le persone erano solari, coinvolte dalla vita stessa, serene. Tutti quanti vivevano in un clima di assoluta tranquillità. Ognuno si era ritagliato a sua misura un mestiere, nel contesto di quella società. Tutti al servizio di chiunque, in un connubio di gentilezza e altruismo, beneficiando di tutte le risorse e ricchezze del paese. Era così ovvio che quella sarebbe stata l’unica strada percorribile, affinché non si trovassero in contrasto fra arrivismi di ogni genere, scongiurando guerre o antagonismi deleteri. La vita scorreva leggera fra giornate lunghe, intense e bellissime: in sintonia con la natura. Non c’erano orari per la sveglia mattutina e neanche di inizio lavoro, non ce n’era bisogno, chiunque sapeva cosa fare e fin dove arrivare, per poi ricominciare il giorno dopo, senza nessuno che controllasse.
Non c’era alcun motivo di “barare”; contro chi? Se stessi?? Non esisteva denaro ed i beni del pianeta erano alla portata di tutti. Il verde e la natura con tutto il suo decoro, regnava incontrastata. Nessuno immaginava di modificare quel paesaggio stupendo.
Le abitazioni erano essenziali, costruite rispettando la natura stessa. Erano sottoposte ad una diagnosi a monte che accertasse non ci fossero contaminazioni ambientali conseguenti. Questi controlli venivano effettuati a tappeto nel ambito industriale: macchinari di ogni genere, veicoli per viaggiare e tutto quello che comprendeva il naturale sviluppo tecnologico. Il pianeta “Gemello”, invece, procedeva verso uno sviluppo incontrollato rispetto a Crisalis. Si formarono diverse classi sociali, la rincorsa sfrenata al denaro e lo sviluppo incontrollato di quella tecnologia contaminante, portò il pianeta ad una situazione gravissima, di non ritorno. Guerre fra religioni e terrorismo devastarono i popoli sul pianeta. L’odio e l’intolleranza, furono la piaga più profonda. Persone ricche in contrasto con altre che morivano di fame in strada senza un tetto. I due pianeti collegati da questa somiglianza nella forma e atmosfera, consapevoli della loro esistenza, avevano negli anni mantenuto contatti ed erano evoluti parallelamente, anche se in modi diversi. Crisalis, allarmato della situazione tragica della Terra, dei conflitti interni e del processo ormai innescato di autodistruzione, il degrado sociale e l’inquinamento che rendeva le città tossiche, cominciò a studiare un rimedio ed un aiuto al pianeta gemello. La Terra, affinché riemergesse, doveva radicalmente cambiare la propria filosofia di vita. L’unica soluzione logica che l’alto Consiglio di Crisalis pensò e decise di attuare, fu quella che si dovevano inviare degli emissari sul pianeta malato. Nell’arco di qualche anno, dovevano riuscire nel difficilissimo tentativo di cambiare e ricostruire un modello di pensiero che facesse pulizia di tutte le contaminazioni esistenti, come il prevalere di alcuni sugli altri.
Il tutto doveva avvenire con una certa discretezza, senza pubblicità, che avrebbe innescato allarmismo nei potenti, che sul pianeta Terra, sfruttavano questa situazione, per arricchirsi sempre di più. Il viaggio fu lungo e faticoso, atterrarono in una zona franca, senza essere notati. Essendo uomini dalle fattezze identiche alle nostre, non fu difficile mischiarsi fra i Terrestri. Cominciarono un lavoro difficile, immersi in una vita completamente diversa, piena di belle sorprese e nuovi divertimenti.
Alcuni di loro furono attratti dai nostri costumi ed usanze, fino al punto di dimenticare lo scopo stesso del viaggio e la missione che dovevano compiere. Il lavoro era difficile, il traguardo lontano e pieno di insidie.
Il terrestre era completamente deviato da una vita stregata dai beni materiali e di consumo, bersagliati dalle pubblicità, dal potere dei media e da futili giocattoli. Molti di loro persero il loro credo, fondendosi e incarnando la nostra mentalità, rendendo quindi inutile il loro viaggio. Altri sono ancora qui fra noi. Forte è il loro convincimento e il messaggio è nitido, come quel tempo quando decisero di arrivare in soccorso al pianeta gemello malato. Hanno ripreso fiducia e ci parlano da vicino, con messaggi di pace e pensieri di libertà. Impariamo a riconoscerli e ascoltiamoli con interesse. Sono emissari di pace e di un pensiero diverso, lontano da condizionamenti politici e commerciali. Sono coloro che dobbiamo seguire per ricominciare da zero, inseguire un sogno, che può diventare realtà. Roberto Fratini


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